Ti stramo
Ho voglia di un’ultima notte da manuale prima di tre baci sopra il cielo

Bambi è una liceale alle prese con l’imminente esame di maturità. A una festa a cui partecipa fanno irruzione Stram e la sua banda. E’ l’inizio di una possibile storia d’amore che non manca di ostacoli. Da un lato Bambi deve vedersela con la professoressa Marta Cartuccia che è ossessionata dalla sua presenza e dall’altro Stram è così innamorato della moto quanto è incapace di gestire un rapporto che metta insieme sensualità e tenerezza. Riusciranno i due a divenire una coppia?
La parodia è un sottogenere a cui la televisione e il cinema italiani degli anni Sessanta/inizio Settanta ci avevano abituato. Poi il filone sembrava essere svanito per cedere il passo ai vari Hot Shots! e Scary Movie di Oltreoceano. Dobbiamo dire grazie a Insegno e Sodaro se possiamo concederci il lusso di una presa in giro non cattiva ma sempre precisa e puntuale così come al cinema non le si vedeva dal secolo scorso. Non si comprende infatti l’irritazione di Riccardo Scamarcio sulla storpiatura del suo cognome. La star nostrana dovrebbe avere una sufficiente conoscenza delle dinamiche narrative per sapere che si fa la parodia solo di ciò che ha grande successo e che quindi divenire oggetto di una presa in giro mediatica come questa è solo una medaglia in più da appuntare sul petto della fama.
Ti stramo non risparmia, come di dovere, nessuno e i più spiritosi si prestano di buon grado all’impresa. Se Bambi è una sorta di Frankenstein al femminile che assomma in sé tutte le protagoniste ‘mocciane’ con protesi provenienti anche dalla televisione, non mancano cameo roles che ammiccano al cinema che fu o al cinema che è.
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